Rilevatore di voce passiva

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La voce passiva non è sbagliata, ma abusarne toglie energia alla scrittura. “The report was submitted by the team” nasconde chi agisce; “The team submitted the report” lo rimette al posto di comando. Incolla il tuo testo in inglese e questo rilevatore segnala ogni frase che corrisponde allo schema classico del passivo, una forma di “to be” accanto a un participio passato, così le vedi a colpo d’occhio e decidi quali riscrivere. Analizza la grammatica inglese, quindi è pensato per il testo in inglese.

Come vengono segnalate le frasi

  1. 1

    Incolla il tuo testo in inglese

    Di qualsiasi lunghezza: tema, articolo di blog, relazione, e-mail.

  2. 2

    Il testo viene diviso in frasi

    Il rilevatore separa il testo a ogni punto, punto interrogativo ed esclamativo.

  3. 3

    Ogni frase viene confrontata con lo schema

    Cerca una forma di "to be" (am, is, are, was, were, be, been, being) subito prima di una parola che termina in -ed o -en.

  4. 4

    Le frasi corrispondenti vengono elencate

    Ogni frase che rientra nello schema viene restituita per intero, così la leggi nel suo contesto.

  5. 5

    Rivedi quelle che lo richiedono

    Lo strumento segnala; decidi tu. Riscrivi in forma attiva dove si legge meglio e mantieni il passivo dove è al suo posto.

Riconoscere la voce passiva

La voce passiva segue lo schema: forma di “to be” + participio passato (a volte con “by [chi agisce]”).

Attiva Passiva
The chef roasted the chicken. The chicken was roasted by the chef.
Engineers built the bridge in 1894. The bridge was built in 1894.
Mistakes were made. (Ancora passiva: chi agisce è nascosto di proposito)
We released the update last week. The update was released last week.

Le forme di “to be” da cercare: am, is, are, was, were, be, being, been. Se una di queste sta accanto a un participio passato (“submitted”, “roasted”, “released”), la frase è molto probabilmente passiva.

Quando la voce passiva è la scelta giusta

  • Chi agisce è sconosciuto. “The window was broken overnight.” Non sai chi l’ha rotta.
  • Chi agisce è irrilevante. “The bill was passed in 1972.” Chi l’ha approvata non è il punto.
  • Vuoi mettere in risalto l’oggetto. “The Mona Lisa was painted by Leonardo da Vinci.” Conta il dipinto, non il pittore.
  • Nella scrittura scientifica. La voce passiva è convenzionale nelle sezioni sui metodi, per concentrarsi su ciò che è stato fatto anziché su chi l’ha fatto.
  • Distanza tattica. “Mistakes were made” permette a chi agisce di sottrarsi alla responsabilità: a volte è proprio l’effetto voluto.

Quando riscrivere in forma attiva

  • Testi commerciali e di marketing. La forma attiva risulta più diretta e sicura.
  • Giornalismo. Mette in primo piano chi compie l’azione.
  • Istruzioni. “Click the button” batte “The button should be clicked.”
  • Testi di prodotto. “Our tool saves time” convince più di “Time is saved by our tool.”

Cosa rileva e cosa no questo semplice rilevatore

È un cercatore di schemi leggero, non un analizzatore grammaticale completo. Conoscerne i limiti aiuta a leggerne bene i risultati.

  • Rileva solo i participi che terminano in -ed o -en. I participi irregolari sfuggono allo schema: “The bridge was built”, “Mistakes were made” o “A song was sung” sono passivi autentici che non segnalerà.
  • Può segnalare in eccesso. “She was tired” (un “to be” + aggettivo, non un participio) o “There were three options” (“were” esistenziale) possono passare come falsi positivi quando la parola successiva finisce per caso in -ed o -en.
  • Legge solo l’inglese, frase per frase. Tratta ogni frase segnalata come un invito a rivedere, non come un verdetto, e ricorda che a volte il passivo è esattamente ciò che serve.

Domande frequenti

No. Strunk & White e la maggior parte delle guide di stile mettono in guardia dall’abusarne, ma la voce passiva è lo strumento giusto quando chi agisce è sconosciuto, irrilevante o volutamente in secondo piano. Punta a meno del 10 % di passivo nella maggior parte dei testi; la scrittura scientifica ne tollera di più.

Questo strumento elenca le frasi passive invece di assegnare una percentuale, quindi le conti sul tuo totale. Come guida: meno del 10 % per la scrittura generale e il giornalismo, tra il 5 e l’8 % per i testi commerciali e di marketing, e tra il 20 e il 40 % per convenzione negli articoli scientifici. Oltre il 20 % in un testo comune, il tono inizia a sembrare evasivo o burocratico.

Perché consente a chi scrive di evitare di nominare chi agisce, cosa utile quando attribuire una colpa o un merito ha un costo politico. “Decisions were made” è più prudente di “We decided.” Una buona scrittura aziendale contrasta questa tendenza.

No. Analizza solo la grammatica inglese, cercando gli ausiliari inglesi (“to be”) accanto ai participi passati inglesi, quindi non può rilevare in modo affidabile la voce passiva in italiano, tedesco, francese, giapponese, cinese o in qualsiasi altra lingua, ciascuna delle quali forma il passivo con verbi e strutture diversi. In italiano, per esempio, il passivo si costruisce con “essere” (o “venire”) più il participio passato, oppure con il “si” passivante. Incolla qui il testo in inglese; applica le regole della tua lingua quando scrivi in essa.

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