Calcolatore dell'EBITDA

EBITDA
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L’EBITDA esclude le scelte di finanziamento e le convenzioni contabili per mostrare quanta cassa genera un’impresa dalla sua attività principale. Inserisci l’utile netto, poi risomma le quattro voci che non fanno parte della gestione operativa quotidiana (interessi, imposte, ammortamenti materiali e immateriali) e il calcolatore restituisce l’EBITDA che analisti, finanziatori e acquirenti usano per confrontare le aziende ad armi pari. È il punto di partenza per i multipli di valutazione, i covenant sul debito e l’analisi dei margini: trattare bene le rettifiche è quindi fondamentale.

Come si costruisce l'EBITDA

  1. 1

    Parti dall'utile netto

    Prendi il risultato finale direttamente dal conto economico, dopo aver dedotto ogni costo.

  2. 2

    Risomma interessi e imposte

    Riflettono la struttura del capitale e la giurisdizione, non la performance operativa, quindi vengono eliminati.

  3. 3

    Risomma ammortamenti materiali e immateriali

    Sono costi contabili senza uscita di cassa che ripartiscono spese passate nel tempo. Risommandoli arrivi al risultato operativo in termini di cassa.

La formula

L’EBITDA si costruisce dal basso verso l’alto, partendo dall’utile effettivamente dichiarato dall’azienda:

EBITDA = Utile netto + Interessi + Imposte + Ammortamenti materiali + Ammortamenti immateriali

La logica è che gli interessi dipendono da come l’azienda è finanziata, le imposte da dove opera, e gli ammortamenti materiali e immateriali (D&A) sono costi senza uscita di cassa legati a decisioni di investimento passate. Eliminando tutte e quattro le voci resta un numero che approssima la cassa generata dall’attività principale, utile per confrontare due aziende con livelli di debito, regimi fiscali o basi di attività molto diversi.

Esempio pratico

Un’azienda dichiara un utile netto di 200.000 €. Il suo conto economico mostra anche 30.000 € di oneri finanziari, 50.000 € di imposte sul reddito, 40.000 € di ammortamenti materiali e 10.000 € di ammortamenti immateriali.

EBITDA = 200.000 + 30.000 + 50.000 + 40.000 + 10.000 = 330.000

L’azienda ha quindi prodotto ≈ 330.000 € di risultato operativo prima degli effetti finanziari e contabili, rispetto ai 200.000 € di utile netto in prima battuta.

Le rettifiche in sintesi

Componente Che cos’è Perché viene risommato
Utile netto Risultato finale dichiarato Il punto di partenza
Interessi Costo del finanziamento con debito Scelta di struttura del capitale, non gestione operativa
Imposte Onere per imposte sul reddito Dipende dalla giurisdizione, non dall’attività
Ammortamenti materiali Costo senza cassa su attività materiali Senza cassa, riflette investimenti passati
Ammortamenti immateriali Costo senza cassa su attività immateriali Senza cassa, riflette acquisizioni passate

Errori da evitare

  • L’EBITDA non è flusso di cassa. Ignora le variazioni del capitale circolante, gli investimenti (capex) e gli interessi e le imposte effettivamente pagati. Un’azienda a forte intensità di capitale può presentare un EBITDA solido e comunque bruciare cassa.
  • Nasconde costi reali. L’ammortamento è un’approssimazione del capex necessario per mantenere in funzione gli asset; risommarlo per sempre finge che i macchinari non si consumino mai.
  • L’“EBITDA rettificato” può essere manipolato. Alcune aziende risommano la retribuzione in azioni, le ristrutturazioni o le voci straordinarie per abbellire il dato. Diffida delle rettifiche aggressive.
  • Il contesto del margine conta. EBITDA ÷ ricavi dà il margine EBITDA; confrontalo all’interno dello stesso settore, non tra settori molto diversi.

Domande frequenti

Dall’inglese Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization: risultato prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni. Misura il risultato operativo prima di queste quattro voci, considerate esterne all’attività principale.

No. L’utile netto è ciò che resta dopo interessi, imposte e D&A. L’EBITDA li risomma, quindi è sempre pari o superiore all’utile netto e misura la performance operativa, non l’utile finale.

Perché permette di confrontare aziende con diversi livelli di debito, situazioni fiscali e politiche di ammortamento su una base più omogenea. È inoltre la base di multipli di valutazione come l’EV/EBITDA.

No. I numeri che inserisci servono solo a calcolare il risultato. Non vengono salvati o condivisi.

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